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VeneTo Stars 2024: intervista ad Arianna Traviglia

Data: 23 Febbraio 2024

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Nuovo approfondimento dedicato alla Challenge di VeneTo Stars

VeneTo Stars 2024: intervista ad Arianna Traviglia

Come utilizzare gli space data per avere una significativa ricaduta a terra sulla gestione dei siti patrimonio dell’UNESCO presenti nella Regione del Veneto?
Questa è la domanda attorno a cui ruota l’edizione 2024 di VeneTo Stars, la Challenge lanciata nell’ambito dell’Agenda Digitale del Veneto e rivolta ai giovani innovatori europei Under25.
Il tema di questa sfida, che segue la fortunata e molto partecipata edizione dello scorso anno dedicata all’agrifood, valorizza la ricchezza presente sul territorio veneto, che vanta ben 9 siti patrimonio dell’UNESCO.

La Challenge, inoltre, può contare sul sostegno di partner di assoluto livello, che nel corso delle settimane intervisteremo per affrontare i temi relativi a questa edizione di VeneTo Stars.

Il primo approfondimento è con la Dottoressa Arianna Traviglia, Coordinatrice del Centre for Cultural Heritage Technology (Centro per le Tecnologie dei Beni Culturali) dell’Istituto Italiano di Tecnologia, sito a Venezia, la cui ricerca è dedicata alle nuove tecnologie per i beni culturali e all’inclusione delle pratiche digitali all’interno dello studio e della gestione del patrimonio culturale.

In passato ha dichiarato che “La scienza ha bisogno di creatività”. Cosa si aspetta di trovare nei progetti che saranno proposti dai giovani innovatori europei?
«Spero e mi aspetto di trovare delle cose che mi sorprendano. Nel mio lavoro utilizzo le immagini satellitari per la detection di siti archeologici ancora nel sottosuolo, di scavi archeologici clandestini e di feature archeologiche collegate al paesaggio. Perciò spero di vedere delle applicazioni a cui non ho mai pensato. Questo perché si può ottenere molto dall’integrazione dei dati satellitari e spero che i giovani che parteciperanno potranno proporre nuove maniere di intersecare i dati e di creare nuova conoscenza. Nutro la speranza che mi insegnino qualcosa».

Per entrare nel merito tecnico di questa Challenge, gli space data in che modo possono aiutare nella tutela, conservazione e valorizzazione dei siti patrimonio dell’UNESCO presenti in Veneto? Ha un caso da raccontare al riguardo, proveniente dalla sua esperienza?
«Oltre all’utilizzo che faccio io dei dati satellitari, ovvero quello di andare a leggere paesaggi del passato, ci sono ovviamente altre applicazioni. Tra queste l’utilizzo di dati SAR (Synthetic Aperture Radar, ndr) per monitorare siti archeologici e strutture culturali che si trovano in superficie. Grazie a questi dati siamo in grado di rilevare se in qualche edificio, monumento o parco archeologico si stia verificando qualche fenomeno di alterazione a livello di strutture murarie che potrebbe comprometterne la stabilità, così da generare degli alert e prendere delle contromisure a tutela. Oltre alle immagini satellitari abbiamo la possibilità di accedere ad altri dati registrati dai satelliti, tra cui quelli che si possono raccogliere dall’uso dei cellulari. Si può, ad esempio, monitorare il numero di persone che stanno entrando a visitare un sito UNESCO e, anche in questo caso, dare degli alert per fenomeni come l’overtourism (sovraffollamento turistico) o in caso di un evento improvviso come potrebbe essere un terremoto. Poi ci sono tutte le problematiche legate al rischio idrogeologico, che sappiamo essere altissimo in Italia rispetto ad altri Paesi. I dati satellitari ci possono permettere di visualizzare e modellare il rischio e utilizzare le mappature per proteggere al meglio i siti culturali. Se pensiamo al sito UNESCO delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, inoltre, c’è una fusione tra patrimonio culturale e naturale. In siti di questo tipo, cosiddetti ‘ibridi’, i dati satellitari sono utilissimi anche per avere informazioni utili sullo stato di salute delle piante che si trovano in questi territori».

Nella conferenza stampa di presentazione al Parlamento Europeo di Bruxelles, il Presidente Zaia ha definito come “avvincente” il tema della Challenge 2024, sicuramente un assist importante per chiederle perché – dal suo punto di vista – un giovane innovatore dovrebbe partecipare a VeneTo Stars.
«Sono contenta che il Presidente Zaia abbia espresso questo giudizio, perché parliamo di un ambito in cui c’è davvero molto da fare. I beni culturali sono forse tra le cose che uniscono di più noi Europei e questa secondo me è la principale motivazione. Siamo stati per centinaia di anni frammentati in vari Paesi, ma il background culturale è molto simile perché abbiamo avuto influssi reciproci. L’Europa è sempre stata interconnessa grazie al patrimonio culturale e la sua tutela è decisiva, perché riguarda tutti noi e non solo una nicchia. Anche io trovo avvincente questo avvicinamento tra due mondi: i dati satellitari e tutta la tecnologia connessa che possono aiutare i beni culturali provenienti dal passato, con l’obiettivo di mantenere vivo per il futuro il patrimonio culturale che condividiamo con gli altri Paesi».

Sito Ufficiale

www.venetostars.com

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